UMANESIMO E RINASCIMENTO

Età moderna


Nel quattrocento si sviluppa il fenomeno dell'umanesimo, che si propone il ritorno al mondo classico, per ridare vita a una cultura che collocava al centro dei propri interessi l'uomo, la sua dignità e la libertà.
Nel cinquecento dispiega più ampiamente i suoi frutti in tutti i campi, dall'arte alla filosofia, dalla ricerca sulla natura alle nuove tecniche, e si diffonde in Europa venendo ad assumere il nome di RINASCIMENTO.
UMANESIMO e RINASCIMENTO sono i due grandi eventi che affermano la centralità dell'uomo nel cosmo.
L'uomo era considerato artefice del proprio destino, cioè padrone e responsabile della propria vita.
I pensatori di questa epoca, infatti, ritengono che Dio, creando l'uomo, gli abbia affidato anche il dominio sulla terra e su tutte le altre creature.
Per raggiungere questo ambizioso obiettivo è necessario che egli si impadronisca dei segreti della natura attraverso lo studio dei suoi principi.
Di qui il rinnovato interesse per il mondo naturale, non più ritenuto, come nel medioevo, il luogo misterioso della manifestazione delle forze divine, ma dotto di leggi proprie che devono essere conosciute e rispettate.
L'intelligenza dell'uomo è una facoltà considerata perfettamente autonoma nel suo sforzo conoscitivo.

L'umanesimo è l'espressione con cui si suole disegnare la cultura del quattrocento e ha il suo fulcro geografico.
Il termine Umanesimo allude a due concetti: in primo luogo disegna la centralità che viene ad assumere in questo periodo la riflessione sull'uomo, in secondo luogo indica il nuovo indirizzo degli studi, che ora si orienta verso le humanae letterae e non più verso la scienza divina: non più dunque esegesi dei tasti sacri ma studio attento e accurato delle opere degli autori classici.



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